Il parere dello specialista
Prof. Paolo Careddu
DIRETTORE CLINICA PEDIATRICA
UNIVERSITÀ DI MILANO
Mi è stato chiesto di esprimere un giudizio di idoneità alle esigenze del neonato e del lattante di un particolare modello di "porta bebé". Si tratta di un manufatto le cui caratteristiche sono ben illustrate nel dépliant allegato, nel quale vengono pure esposte considerazioni sulle quali ritengo di poter concordare.
Infatti sono convinto che sia la madre che il bambino possano avere un considerevole giovamento dal suo impiego.
Per il bambino, si tratti di un neonato oppure di un lattante, la posizione nella quale è tenuto nel "porta bebé" appare assolutamente corretta.
Soprattutto va osservato che in confronto a quanto si verifica con il passeggino o con l'infant seat la postura appare più naturale. Inoltre con l'uso imprudente che a volte viene fatto dell'infant seat possono accadere incidenti (dovuti a rovesciamento o cadute dall'alto del seggiolino), che ovviamente con questo "porta bebé" non possono verificarsi.
La mamma sia fuori di casa che in casa ha il controllo più completo e costante della situazione e quando esce di casa non deve preoccuparsi di condizioni metereologiche sfavorevoli, in quanto il bambino è adeguatamente protetto.
Anche sotto il profilo psicologico il contatto costante del bambino con la madre non va dimenticato soprattutto nei primi mesi di vita e così pure la sensazione di sicurezza che deriva alla madre dal fatto di poter costantemente avere il controllo del bimbo sia che debba lavorare in casa, sia che debba uscire.
Del resto nelle prime epoche della vita il bambino è relativamente poco autonomo e perciò il fatto che venga tenuto in una sorta di marsupio costituisce un elemento positivo.
Per tutte queste considerazioni non posso che esprimere un giudizio positivo, e ritengo che il pediatra possa senz'altro consigliare alla
Prof. P. Careddu
"Nelle società tribali i bambini venivano tenuti in braccio per la maggior parte del tempo. Ora tendiamo a lasciarlo soli. Li mettiamo nei lettini, li affidiamo al nido, li portiamo a passeggio in carrozzina e pretendiamo che siano allegri e diano il meno fastidio possibile. Ma il bambino si annoia e la perdita del contatto fisico con la madre gli sembra dolorosamente innaturale. Vuole stare con lei, vicino a lei, cullato, palpato, accarezzato da lei e portato in giro da lei il più possibile, per sentirsi meno minacciato da quel pauroso nuovo mondo in cui è stato catapultato. E fa del suo meglio perché la madre se ne accorga."
Il bambino — Desmond Morris
